OVERSTEERING EP.2 : Ad armi pari [pt.2]

Le gomme slittano sull’asfalto del Nurburgring.
L’aderenza è scarsa se si cerca di estrarre la massima potenza dalle Mercedes, i piloti lo capiscono subito.
Lasciano tutti il loro blocco di partenza oscillando, ondeggiando a destra e sinistra con il retrotreno e correggendo con lo sterzo.senna16
Sembra quasi una danza, un armonioso ballo di gruppo, non certo la partenza fulminea che di solito quei 20 forniscono al loro pubblico, ma è qualcosa di altrettanto affascinante.
Di diversamente affascinante.

Si avventurano tutti verso la prima curva, a destra.
Il rumore dei motori che toccano un altissimo numero di giri, tradisce la lentezza delle vetture nell’acquistare velocità.
Fra poco sarà ora della prima staccata, il pubblico del rettilineo ormai stringe gli occhi, cercando di mettere a fuoco quello che sta succedendo laggiù.

I primi 5 si aprono a ventaglio, il cordolo si avvicina, lentamente, inesorabilmente, non c’è spazio per tutti.
A pochi metri dall’inserimento, la classe dei piloti di formula 1.
Ognuno un punto di staccata diverso, ognuno una pressione sul freno diversa, ognuno un’impostazione dell’entrata diversa.
Tutte queste variabili si concatenano e si trasformano in incredibile scambio di posizioni, i piloti si trovano a pochi centimetri l’uno dall’altro, ognuno con la propria linea, ma non c’è alcun contatto.

Semplicemente perfetto, le 190 spariscono dietro la curva.
La quiete si impossessa di nuovo del rettilineo del traguardo.

Il pubblico già freme per capire quale sarà l’ordine con cui i piloti compariranno di nuovo, tutto quello che succede oltre quella lunghissima linea di asfalto è lasciato alla loro immaginazione.
Il leggero velo di nebbia sta ancora accompagnando quello storico pomeriggio, vedere a distanza cosa stia succedendo è praticamente impossibile.
Chi sta seguendo l’evento in televisione, può compensare il fatto di non poter assistere dal vivo con un reportage dettagliato del gruppo di testa atto a scambiarsi posizioni curva dopo curva.

Loro già sanno cosa è successo.
Cosa attende i loro colleghi sugli spalti a primo passaggio sul rettifilo.
Il silenzio comincia timidamente a svanire, i 6.000 giri al minuto degli aspirati Mercedes riecheggiano tra le tribune.
La curva che accompagna i piloti nuovamente sul traguardo è un destra di percorrenza, per affrontarlo al meglio bisogna cercare il cordolo esterno in uscita, senza esagerare però.
L’umido non è certo amico della trazione, tanto meno su un cordolo.

Il rumore, prima lontano, ora è un frastuono intenso, sono arrivati.
La prima 190 è beige, esce dalla curva a destra con qualche metro di vantaggio su un foltissimo gruppo di inseguitori.
Dagli spalti, gli sguardi si spostano sulla destra per cercare di intuire il prima possibile la situazione.
11 il numero sulla fiancata, giallo il casco che si intravede dai finestrini.
Ayrton Senna è primo.senna14

I suoi fari sono spenti, come quelli di gran parte dei suoi colleghi, la potenza va data tutta alle ruote, il resto si compensa con vista e intuito.
Non lascia nemmeno lavoro ai tergicristalli, Ayrton, li attua solo un paio di volte a giro, quando ormai la condensa sul parabrezza è rimasta l’unica cosa che i suoi occhi possano vedere.
Dietro a lui c’è Reutemann, che nella confusione del primo giro è comunque riuscito a conservare la seconda piazza.

Ma c’è poco da stare tranquilli per l’argentino, dietro a se la terza Mercedes è grigia, l’unica tra i primi ad avere i fanali accesi, come un cacciatore che con la torcia, la sera, illumina la sua preda.
Ha una guida più pulita rispetto agli altri, sembra quasi che la pioggia non bagni le sue ruote, preciso, come un computer, sul rettilineo è talmente vicino che diventa quasi impossibile distinguere le due macchine.

Reutemann ha già intuito di chi si tratta, conosce bene quel modo di guidare, osserva lo specchietto retrovisore per un attimo.
Il casco rosso e il nome sulla parte superiore del parabrezza sciolgono immediatamente ogni ulteriore dubbio. LAUDA.
Aveva guadagnato in fretta e furia la posizione sul compagno di squadra Prost, non un grande amante delle nuvole grigie, e non voleva perdere tempo nemmeno con lui, l’ultimo ostacolo prima della lotta per la prima posizione.

Lauda dal canto suo è quasi eccitato dalla vista della Mercedes di Carlos, che bella coincidenza pensa.
Proprio lui, l’argentino che Enzo Ferrari, aveva designato come suo sostituto dopo quel terribile incidente di 8 anni prima al vecchio ring.
Nemmeno il drake aveva pensato che potesse farcela, nessuno, a parte la moglie Marlene, lo credeva in grado di tornare, tanto meno di vincere un altro mondiale.

Aveva smentito tutti poche settimane dopo, proprio a Monza, ancora lacerato dalle ferite, passando Reutemann in gara a bordo della stessa macchina, senza pietà, esattamente come gli altri non ne avevano riservato per lui.
Era ora di ribadire il concetto una decade dopo.
Era sopravvissuto ad uno degli incidenti più spettacolari della Formula 1, ma al contrario di quelle fisiche, certe ferite non possono rimarginarsi.

Fine del rettilineo, le macchine scompaiono di nuovo sulla destra.
Lauda insegue da vicino la sua nemesi, poi ad un certo punto in staccata la infila, all’interno, senza scomporsi.senna
Sembra che Reutemann non ci sia nemmeno, l’austriaco non cambia la sua traiettoria, semplicemente va più veloce, troppo veloce, non c’è nulla da fare, passa come se nulla fosse.

Finiti i conti con il passato, è il momento di affrontare la prima posizione, quel brasiliano lo incuriosisce, sta li ad una ventina di metri da lui imperterrito, vuole osservarlo da vicino.
Senna dal canto suo di farsi recuperare non ci pensa proprio.
Se lo prende comincia il corpo a corpo, se si arriva a quel punto il tempo sul giro si alza, gli altri recuperano, diventa una blogia, è bagnato e ci scappa il fuoripista.
Troppo rischioso, meglio gestire quei 20 metri come un tesoro.

La gara continua, in mezzo al gruppo ci sono molti avvicendamenti, testacoda, scambi di posizione, sorpassi di classe.
Prost perde addirittura il controllo del mezzo, un errore del professore, giusto per dare un’idea delle condizioni della pista, che gli costerà la gara e lo rilegherà addirittura al 15° posto.

Davanti invece è una sfida a distanza, un continuo elastico tra Senna e Lauda, curve al limite condite da alcune sbavature che dimostrano quanto i due si stiano impegnando.
La distanza si accorcia e si allunga continuamente, in certi momenti qualcuno pensa che finalmente i due si ricongiungeranno, salvo poi essere smentito poche curve dopo.
Ayrton ha in pugno la gara, ma i fari sempre accesi di Niki alle sue spalle lo tormentano da 10 interminabili giri, come scie mistiche di luce senza fine che non vogliono concedergli pace.senna409

Comincia a sudare, la sua guida e quella del suo avversario hanno raggiunto un livello impareggiabile, oltre il limite della macchina che hanno a disposizione, qualsiasi errore, anche il più piccolo potrebbe a questo punto compromettere tutti i loro sforzi.
Dal muretto la segnalazione.
Ultimo giro.
Senna primo, Lauda ancora secondo, 10 metri tra i due.

I loro respiri si sincronizzano, i movimenti del volante si eguagliano, per Lauda non è una sensazione nuova, la riconosce dai tempi di Hunt, il suo storico amico-rivale dai tempi della F3.
Al brasiliano invece torna in mente Fullerton, il suo alterego ai tempi dei kartodromi, per entrambi è un enorme sfida, ma anche uno dei momenti più belli da molti anni a questa parte.

Lauda è stupito, sta guidando al meglio delle sue possiblità, vuole veramente portare a casa la vittoria, ma i metri non diminuiscono, le loro traiettorie sono così diverse eppure entrambe così efficaci che non c’è spazio per un recupero.
Si accorge che quel ragazzino, la gara, l’aveva già vinta, al primo giro, quando in fretta e furia aveva guadagnato la testa.
Sorride, si rende conto di essere al cospetto di un fenomeno, un talento puro di rara nascita e destinati a definire un’era, come era stato per lui anni orsono.
Non c’è nulla da fare, ma non è arrabbiato, sa riconoscere un momento storico quando gli si presenta davanti e se ne compiace.

Ultima a destra, salgono entrambi sul cordono in uscita, controsterzo in trazione e dritti verso la bandiera a scacchi.
Arrivano in parata, impareggiabili entrambi oggi.
Senna può finalmente respirare, ma se le gare che lo aspettano nel suo futuro da pilota saranno tutte così, allora ci sarà da faticare.
Alla sua sinistra lo affianca finalmente la Mercedes che fino allora lo aveva inseguito.
Dall’interno, il casco rosso fiammante di Lauda lo fissa.
L’austriaco alza la mano, si congratula, poi ripreme l’acceleratore e continua dritto per la sua strada.

E’ il riconoscimento di un campione, quello che voleva, il motivo per cui aveva dato tanto importanza a quella gara.
Spinge di nuovo anche lui sull’acceleratore, pronto ad affrontare il giro di ricognizione.
Un destino epico lo aspetta, guiderà e vincerà per i migliori team al mondo, diventerà l’idolo del suo paese e il simbolo per eccellenza della Formula 1 contemporanea.
Ma questo lui ancora non lo sa e non gli importa.
Ora pensa al presente, alla sua prima vittoria contro i colleghi della massima formula, al dolce gusto dello champagne bevuto dal gradino più alto.

Alla gloria.Siegerehrung auf dem Eröffnungsrennen Nürburgring, 1984

FINE

OVERSTEERING EP.2 : Ad armi pari. [pt.1]

L’asfalto è umido sul Nurburgring.
Ha appena smesso di piovere.
Le ultime gocce di rugiada cadono dagli alberi del bosco che contorna la pista, gli spettatori possono finalmente chiudere gli ombrelli. Tra poco si comincia.
E’ il 12 Maggio 1984, siamo in Germania, pochi kilometri alla periferia della città di Nurburg.

Oggi è una giornata molto particolare per la formula 1, dopo 8 anni di attesa infatti, il calendario prevede di nuovo la tappa europea al Nurburgring.
E’ dai tempi dello schianto di Niki nel lontano ’76 che gli pneumatici delle monoposto più veloci al mondo non affrontano più l’inferno verde.senna19
E saranno destinate a non farlo più, i proprietari del complesso hanno infatti allestito un nuovo settore, il GP Strecke, molto più corto e conforme alle moderne norme di sicurezza del circus.
I tempi delle corse a velocità infinite tra i boschi sono finite, il passaggio dall’anello nord all’attuale sud, ne è l’emblema, il passaggio definitivo ad un’altra era.

La F1 tornerà ufficialmente a girare in questo rivisto Nurburgring in Ottobre, fra 6 mesi.
Ma allora perché siamo qui a parlare del 12 Maggio?

Capita in certi momenti storici, che uno stesso paese sia il palcoscenico di più avvenimenti che coincidono temporalmente. Capita inoltre, molto più di rado, che si decida di unire questi eventi per creare qualcosa di ancora più grande, quasi leggendario, destinato a rimanere impresso nei libri di storia per sempre.

Nel nostro caso, l’avvenimento che si unisce alla rinascita del Nurburgring ha un nome, si chiama Mercedes E190.
E’ l’ultimo mostro della casa a tre stelle.
Apparentemente una berlina con un abito sportivo, in pratica un mostro con un 2.3 16 valvole aspirato vecchia scuola unito alle più recenti scoperte tecnologiche.
Il risultato?
185 cavalli, ottenuti a 6.200 giri, per una velocità massima di 250 km/h nella versione immacolata di serie.
Numeri pazzeschi per il 1984.senna20
Spiazzanti persino per un colosso come BMW.
Più tardi, la superiorità del bolide di Stoccarda nel DTM, costringerà infatti la casa monacense al contrattacco, che effettuerà con una BMW di nuova concezione, alias E30, la prima serie M.
Ma questa è un’altra storia.

I vertici di Stoccarda e i rappresentanti del circuito si sono messi d’accordo.
La E190 debutterà in pista al GP Strecke. A guidarla saranno i più veloci uomini al mondo. Saranno in 20, tutti con la stessa macchina, 20 giri a disposizione. Tutti contro tutti.

E infatti al circuito, quel freddo pomeriggio, ci sono tutti.
I nomi del momento, Prost e Lauda, che si stanno giocando il mondiale.
James Hunt in ritorno di gran carriera dal pre-pensionamento, Alan Jones, che vinceva il mondiale 4 anni prima in Williams, De Angelis, l’italiano velocissimo, Watson, Reutemann e i nomi più tifati della F1 contemporanea.


Per non farsi mancare niente in griglia ci sono anche John Surtees, campione nel ’64 in Ferrari, e Sir. Stirling Moss, il re senza corona, testimone vivente della nascita della F1.
Si muovono tra la griglia agitando i loro capelli bianchi, dinosauri, pensa il pubblico, temibili, pensano i piloti, che sanno esattamente quali vetture sono passate per le mani di quei due.

Tra questo tripudio di stelle quasi si confonde un ragazzo, il più giovane del lotto, si chiama Ayrton Senna Da Silva, guiderà la 190 numero 11.
Un rookie. Ha finito la gavetta da un paio di mesi e finalmente ha anche lui coronato il sogno di entrare nella massima formula. E non senza farsi notare!
2 volte a punti nelle prime tre gare, quando andare a punti significava ancora “arrivare almeno sesti”, con la piccola Toleman, non certo una vettura abituata a questi piazzamenti.senna21
Uno da tenere d’occhio insomma, ma ancora molto, troppo, giovane per poter combinare qualcosa.
O almeno questo è quello che si pensa.

Lo dimostra il fatto che Ayrton, a quella gara, non doveva nemmeno partecipare.
Era subentrato dopo aver ricevuto una telefonata.
Gli chiedevano di sostituire Fittipaldi sulla numero 11; lui, il debuttante, a sostituire il suo connazionale due volte campione del mondo.
Senna aveva accettato, era l’occasione perfetta aveva pensato. Tutti con la stessa macchina, nessuna scusa, vince il piede migliore, roba ghiotta per uno che vuole affermarsi in fretta.

Si era presentato in pista la mattina presto, serio come o più di quando deve affrontare la massima serie.
Qui, se possibile, la posta in gioco per lui è anche più elevata.
In contrasto, alcuni dei suoi colleghi avevano presto più sotto gamba la gara. Lafitte la dichiarò un atto di puro svago, Hunt addirittura, fu avvistato la notte prima al tavolo di un ristorante di Nurburg impegnato in una cena tra amici tutt’altro che sobria.

Altri invece, come Senna anche se per altri motivi, non potevano permettersi errori.
Il duello Prost-Lauda infatti, era destinato a protrarsi anche qui, perchè anche senza punti in palio, la rivalità non conosce pause. Alcuni, come De Angelis e Rosberg, corridori purosangue, non attendono altro che potersi confrontare con i colleghi per vedere chi prevale azzerando le differenze. Altri, come Moss e Surtees, sono li per dimostrare che il lupo potrà anche perdere il pelo, ma se arriva dalla vecchia scuola può ancora mordere e fare male.

Giorni dopo quella telefonata, era il momento. Cammina lungo la griglia di partenza, i mocassini, ottimi per il punta-tacco, tendono a scivolare sull’asfalto bagnato dalla pioggia. A lui questa condizione non dispiace.
Partirà terzo, dietro a Prost e Reutemann, seguito da Lauda e Rosberg, roba da far andare nel panico qualunque ragazzo, ma non lui, non oggi.

Arriva finalmente alla sua Mercedes, la numero 11, di uno splendente beige, sulle fiancate e sul parabrezza svetta a caratteri cubitali il suo cognome, SENNA.
La osserva per qualche secondo, immobile, poi entra e allaccia le cinture. Se la sente senna7cucita addosso, i sedili in pelle nera lo avvolgono, le cinture a 3 punti lo bloccano in una posizione che conosce già bene.
Impugna il volante e guarda il circuito snodarsi davanti a se. Oggi non perderà.

Anche Prost fa il suo ingresso in griglia. Sorride, è in pole, ma tra le righe del suo volto Senna riconosce tensione e concentrazione. Lo capisce, riesce ad interpretarlo, anche se ancora non sa quanto i loro destini siano intrecciati.
La confusione e le urla dagli spalti lasciano a mano a mano spazio ad un silenzio tombale.
Dura dei minuti, fino ad essere interrotto dalle accensioni degli aspirati Mercedes.
Giro di allineamento, una sfilata, un ultimo assaggio del circuito per rinfrescare la memoria ai piloti prima che si cominci a fare sul serio.

Lo Strecke non possiede quell’aura infernale che contraddistingue il fratello maggiore, ma riesce comunque a farsi apprezzare per i grandi cambi di pendenza e i lunghi curvoni veloci.
Il treno ordinato di E190 li percorre tutti a velocità di crociera, facendo crescere sempre più la suspance.

Le auto tornano ai loro blocchi di partenza, il semaforo si accende, il rumore dei motori è sempre più assordante, la storia sta per scriversi.

senna18

FINE PRIMA PARTE.

(Si ringrazia la rivista EVO magazine da cui abbiamo preso alcuni scatti)

OVERSTEERING EP.1 : Il ruggito del leone [pt.2]

Le monoposto di Woking, dominatrici assolute del campionato ‘84, sono rimaste in sordina per i primi 20 giri. Strategia a zero soste; si comincia a spingere solo da metà gara.
De Angelis capisce che ora solo un miracolo può salvare le John Player Special, nell’arco di un paio di giri avrà alle calcagna le monoposto più performanti del lotto.

Alla guida, Prost, “il Professore” e Lauda “il computer”.
Non c’è tempo per pensare. Sono già qui.

Rosberg, troppo impegnato a guardare avanti, si rende conto dell’arrivo dei due mastini quando ormai stanno già bussando alla porta di De Angelis.
Perde la pazienza.
E’ rimasto per troppo tempo incastrato tra le due Lotus, per vincere contro le Mclaren la sua fuga in sella al primo posto sarebbe dovuta cominciare molto prima.
Due giri, tanto basta a Prost per rilassarsi dopo aver compiuto la rimonta sul gruppo di testa.

E il professore sale in cattedra.

Prost calcola bene ogni suo spostamento e la conseguente reazione di De Angelis.
In men che non si dica il bianco-rosso della Marlboro è davanti agli occhi del pilota italiano.USA_Dallas
Rosberg sente Prost a pochi centrimetri dei suoi scarichi, mentre davanti Mansell rimane statuario in prima posizione.

Non riesce a credere di non riuscire a passare.

Il ritmo è bassissimo, può girare molto più forte di cosi, la sua macchina è molto meno stanca e in trazione potrebbe tenere testa forse anche alle Mclaren.
Ma quella Lotus nera è ancora davanti, ancora dopo 15 giri.
La frustrazione si impossessa del pilota finlandese.
Rosberg comincia ad agitarsi, ogni volta che in un rettilineo ne ha la possibilità alza al cielo la mano imprecando contro il pilota inglese.dallas12
La Lotus e la Williams, Nigel e Keke, ora sono una cosa sola.
Pochi centimetri separano le due vetture che sembrano muoversi lungo i muri di Dallas con un solo essere.
Talvolta sembra quasi che Rosberg stia spingendo di forza il suo avversario, mentre ad ogni staccata si ha quasi l’impressione che quel duetto sia destinato ad agganciarsi e spalmarsi lungo un guard rail.
La Williams continua la sua folle corsa chirurgica a contatto stretto con la Lotus, finche Rosberg non ne può più. La sua staccata si ritarda, ma non c’è spazio, nemmeno un pertugio destinato ad aprirsi al suo arrivo.

Keke e la Williams si intraversano e strisciano con tutte e quattro le ruote, la situazione è fuori controllo.dalla13
Il pilota finlandese a questo punto può solo appellarsi alla clemenza della buona sorte, che per questa gara sembra avere per lui un occhio di riguardo.
Mansell fa appena in tempo a sparire dietro l’angolo della curva e Rosberg ha il tempo materiale di riprendere in mano la situazione.
Keke capisce di averla scappata di fortuna, cerca di recuperare lo smalto, ma non c’è tempo.
Come una cometa inarrestabile, il professore in un paio di curve è davanti a lui.

Prost è un predestinato, non ha ancora vinto un mondiale, ma già si capisce che il suo nome sarà scolpito nella storia della F1 per i secoli a venire.
A punti all’esordio con una per nulla esaltante Mclaren M29, prima vittoria l’anno successivo a gran premio di casa, in lizza per il mondiale con Renault per due anni di fila, e ora il ritorno in Mclaren con una fame e una voglia di rivalsa mai viste prima.
Lauda, suo compagno di squadra, idolo assoluto della scorsa decade, a fatica regge il confronto in pista.
La sola vista della Mclaren pietrifica Mansell.
Non lui, e ora?
Cosa mi invento?

Ma è proprio in quel momento che succede l’insperabile; ritorna infatti Rosberg.
Il finlandese è accecato, ma tra la rabbia e i muri che gli sfilano affianco a 250km/h ha la lucidità di pensare che se Prost prende la testa, i giochi sono finiti.
Si rifà sotto.
La sua guida è scomposta, impulsiva, difficile da interpretare, forse anche per se stesso.
Potrebbe finire malissimo, invece nel momento decisivo Rosberg è lucido come non mai.
Le marcie inserite al momento perfetto, la staccata ottimale, la linea giusta e la trazione perfetta.
Prost è nuovamente un’immagine nei suoi specchietti.
Mansell, abituato come mai prima d’ora a tenere d’occhio il retrotreno, vede la scena e capisce che in realtà la sua più grande sfortuna è anche una gran fortuna.

Il fatto che ad inseguirlo siano in 4 fa si che nessuno dei suoi diretti rivali possa permettersi di guardare solo avanti, bella scocciatura in effetti, pena la retrocessione per effetto sorpresa.
Mansell riprende la notoria concentrazione e continua a pestare al massimo che la John Player numero 12 può permettergli.
L’asfalto, i guard rail, la folla, non sono altro che misere ombre che spariscono dalla sua vista a velocità inverosimile.
Deve solo continuare così.

Ma come in ogni grande storia che si rispetti, la componente melodrammatica è sempre dietro l’angolo.

Arriviamo alla seconda chicane del circuito.
Contrariamente a quella che ha messo nel sacco il povero Warwick, questa comincia con un sinistra, per poi piegare a destra.
Ormai Nigel l’ha fatta un numero incalcolabile di volte.
La ripete nella sua mente come una filastrocca : “guardo lo specchietto, se non devo difendere allargo a destra, quarta, terza, dentro a sinistra, piano sull’acceleratore, destra, chiedo tutto e mi getto sul rettifilo”.
Ma il destino sa scegliere il tempismo con macabra ironia.

Mansell guarda gli specchietti, Rosberg non è abbastanza vicino per attaccare in questa curva, si allarga a destra.
Quarta.
Terza.
Terza.
TERZA!.
La leva non vuole saperne, sono attimi di panico, Mansell, nonostante non abbia ancora innestato si butta a sinistra e spera.
Spinge con tutte le forze che ha, è disperato, inerme, può solo appellarsi alla macchina o a qualche forza più in alto di lui.

E la terza entra.

Come tornato da un lungo viaggio a rallentatore, Mansell recupera in fretta la lucidità.
E’ al centro della chicane.
Com’era la filastrocca?
Ah si :”destra!”.

Troppo presto.

La ruota anteriore destra entra a contatto con il muretto interno, la macchina rimbalza.
Un errore, il primo, piccolo, tanto basta.
Mansell esce di curva alla metà della velocità, Rosberg non se lo fa chiedere 2 volte.
Non c’è manovra difensiva che tenga.
All’uscita Rosberg e Mansell sono già appaiati.dallas7
Dopo altri 100 metri la Williams è in testa.
Mansell si vede scivolare la vittoria da sotto le mani, ma non vuole arrendersi, deve tentare subito la risposta.

Tallona Rosberg da vicino, ha in mente qualcosa, quando arrivano entrambi alla solita chicane, quella di Warwick, quella che poco prima avevano fatto a posizioni invertite.
Mansell finta all’esterno e poi prende l’interno, Keke resta al centro della pista.
Staccata al limite.
Mansell non è davanti, mancano ancora pochi centrimetri, ma sono sufficienti perché Rosberg abbia il diritto di chiudere la porta. Di certo non lo lascerà sfilare tanto facilmente dopo tutto quello che gli ha fatto passare.
Escono dalla chicane con la Williams ancora in testa.

Mansell capisce che probabilmente è finita, Rosberg acquista vantaggio ad una velocità inverosimile.
Solo ora si rende conto di quanto fosse più lento.
Le sue gomme sono agli sgoccioli, non c’è più alcun tipo di aderenza, dietro di se altri 3 mastini all’inseguimento di Rosberg.
Impossibile.
Mansell rientra ai box.

La sosta dei meccanici sembra non terminare mai, gli ultimi 35 giri riemergono sottoforma di ricordi nella mente del pilota inglese.
Si ripete che ha fatto tutto quello che era in suo potere.
Dal muretto, anche Peter Warr non può negargli i complimenti.
Eppure non può fare a meno di continuare a pensare a quell’errore, per cui incolpa se stesso e non il cambio.
Trattiene a stento le lacrime. Ma il podio è ancora alla sua portata.
“Colin, accontentati del podio, rimandiamo la vittoria alla prossima” e riparte sgommando rilasciando tutti i cavalli a disposizione.
Non è finita.
Quando dopo il walzer delle soste ai box, Mansell è quarto.

Davanti a se Rosberg e Prost ormai sono troppo distanti, già in un’altra dimensione, a contendersi la corona. Segue Lauda, che è invece alla sua portata.
Dai box gli comunicano che Prost è passato al comando, c’era da aspettarselo, il miglior pilota del lotto con la miglior macchina non sono facili da tenere a bada. Nemmeno per Rosberg.
Nigel è stanco, la prima metà di gara è stata un montagna russa infinita, tuttavia è carico.
Non aveva mai potuto seguire le sue traiettorie ed era sempre stato costretto alla difesa, ora finalmente corre a briglie sciolte.
Insegue, è al limite in ogni curva, cerca di recuperare decimi ovunque possibile, si diverte, anche se il cambio cerca di farlo tornare con i piedi per terra.
Come ad ogni fine giro, cerca lungo il pit wall se la sua squadra vuole comunicargli qualcosa con un cartello.
Qualcosa c’è, una tavola nera, sopra scritto Man.12 in caratteri dorati. Sotto 2 parole. 6 lettere.

PRO. OUT.
Dallas ha fregato anche il professore.

Mansell ora è terzo.
Dopo 30 giri di agonia per tenersi una posizione, ora ne ha guadagnata una senza fare nulla. Suona quasi insensato nella sua testa.
Vede Prost pochi chilometri dopo, appoggiato ad uno dei tanti muri di Dallas, ancora all’interno della pista con i commissari che gli intimano di scappare.dallas9
Lo sguardo è fisso sulla sospensione anteriore sinistra, eppure sembra perso nel vuoto.
Stava vincendo, mentre ora è uno spettatore, la sua macchina invece, un cadavere, abbandonato li, a bordo pista, inerme, spenta.
Passano pochi giri quando dai box continua l’onda delle buone notizie per l’Inglese.

LAU. OUT.

Tutte e due le Mclaren fuori combattimento, statistiche da una su un milione per dire.
Ora è secondo, il miglior risultato in carriera.
Rosberg è distante, troppo, Mansell rallenta, non ha senso sforzare ulteriormente motore e gomme.
Per la prima volta dall’inizio del gran premio ricomincia a respirare.
Arrivati a questo punto, dopo tutto quello che ha passato, è come se la gara fosse finita.
Ma il destino ha ancora delle cartuccie da sparare.

All’ennesimo rettifilo, Mansell lancia la Lotus a tutta velocità : prima, seconda, terza, quarta…..e basta.
Non c’è più la quinta.
E non si tratta più di un timido ostruzionismo della meccanica. Ora la leva non può compiere più alcun movimento in quella direzione, è come cementata.
Mansell spinge, sempre più forte. Tutto inutile.
Passano i giri e il Mansell è ad un passo dal proseguire con una sola marcia.
La situazione è peggiorata velocemente, il ritmo si è alzato di conseguenza giro dopo giro.
Dai box ora gli comunicano ogni giro il distacco da Arnoux, su Ferrari, in terza posizione.
Cala spaventosamente ad ogni tornata, in attimo è già li. Mansell prova una difesa molto timida, ma sa bene che non ha senso insistere, ad Arnoux basta affiancarlo al primo rettilineo.

E’ già sparito.

Poche tornate dopo il copione si ripete, senza pietà.
Mansell deve cede il terzo posto, il podio…..a De Angelis.
Neanche stavolta sarà lui a portare i colori della sua casa sul palcoscenico, Nigel abbassa lo sguardo, non vuole neanche vedere.
Basta un attimo, come una puntura.
Il rombo Renault Turbo della gemella numero 11 gli vibra affianco e sparisce all’orizzonte.
Nigel è praticamente fermo.
Mancano pochi giri, fra poco potrà mettere la parola fine a questo incubo.
Ultima tornata.
Nigel affronta la curve e la sua vettura sembra, anche agli occhi degli spettatori, circondata da un alone di tristezza dello stesso nero pece della carrozzeria.

Con le poche marcie rimaste si spinge praticamente per inerzia verso l’ultima curva.
Ultima accelerazione verso l’ultima curva.
La Lotus singhiozza.
Poi ancora, poi sembra spegnersi, poi un’accelerata improvvisa, poi altri singhiozzi, poi la morte.
Come un guerriero sconfitto mentre annuncia la sua resa, la vettura procede lenta, spenta, nel silenzio generale di una folla incredula. La Benzina è finita.
Mansell non vuole crederci, pensa che è stato uno stupido a pensare di combattere contro il destino di una gara già scritta, ma manca una sola curva.

L’inglese affronta l’ultimo destra con tutta l’inerzia rimasta nella sua vettura, le sue ultime energie.
Dagli spalti molti cercano di capire se la spinta rimasta lo possa far arrivare fino al traguardo, altri invece urlano solamente in preda all’adrenalina, pensando forse di poter aiutare così il loro nuovo beniamino.
Nigel ormai ha raddrizzato il volante, vede la bandiera a scacchi, la macchina ormai è lentissima.
La folla è in visibilio, dall’alto la bandiera a scacchi, sempre più vicina, si agita quasi in preda all’emozione.
Mansell chiude gli occhi, la Lotus si ferma.
Quando rialza la testa al cielo vede la bandiera a scacchi, è davanti a lui, mancano 50 metri.
Il silenzio cala su tutta Dallas.

Mansell slaccia le cinture e scende, poi si accuccia di fianco alla macchina che negli ultimi 56 giri aveva condiviso con lui i momenti più intensi di tutta la sua vita.
“Questa gara la finiamo insieme”.
Il pubblico torna ad urlare, è la scena più bella mai vista negli ultimi anni di Formula 1.
Mansell, dopo due ore di gara, ora sta spingendo il cadavere della sua macchina lungo gli ultimi 50 metri.

40 METRI.
E’ vietato, non serve a nulla, ma ormai per Mansell non si tratta più ne di punti ne di piazzamenti.
Lui deve finire.
30 METRI.
Trova ingiusto che dopo una domenica simile, un uomo non possa vedere nemmeno l’amata bandiera a scacchi sventolare sopra il suo casco.
20 METRI.
Ma Dallas, in quel caldo 1984, non lascia spazio nemmeno ai sentimentalismi.
La vista di Mansell si annebbia, è in ginocchio.
Continua a spingere ancora un po’, ora è vicinissimo, può sentire la folla acclamarlo in un misto di urla e pianto.
Tra le lacrime e i dolori Mansell non si vuole arrendere, ma improvvisamente il buio.
“Mi dispiace Colin”.
Sbatte con il casco sulla carena e rimbalza poi sull’asfalto, ripiomba il silenzio, la macchina ferma, lui anche, a terra.
10 METRI.

Fine del gran premio di Dallas.

Corrono tutti verso di lui, è addirittura Peter Warr ad arrivare per primo, prende Mansell tra le braccia, è’ svenuto.
Quel caldo 8 Luglio del 1984 Mansell viene chiamato per la prima volta “Il leone”, nomignolo che lo accompagnerà per tutta la sua carriera, il pubblico di quel giorno ricorderà Nigel come l’eroe di Dallas.
Uno disposto a morire pur di portare la macchina al traguardo, un pilota per cui la formula uno è molto più che vincere una coppa.


FINE.

OVERSTEERING EP.1 : Il ruggito del leone [pt.1]

1984. Dallas.
E’ un’ epoca d’oro per la formula 1.

Macchine turbo da oltre 1000 cavalli, donne bellissime in griglia e spettatori stipati ovunque, anche sui guard rail, a pochi metri dai loro idoli. Gesti impensabili al giorno d’oggi, ma essenziali per annusare l’odore di benzina e gomme bruciate e sentire il rombo assordante delle bestie leggendarie guidate dai loro idoli.
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I piloti non sono atleti professionali. La loro figura si avvicina più a quella dei gladiatori.
Scendono in campo in sella a dei veri e propri mostri pronti ad ucciderli, lavoro per pochi, ma nonostante ciò a pochi minuti dalla partenza, la calma regna sovrana.
Alcuni azzardano anche una sigaretta, ne fumano mezza, poi gettano il mozzicone.
Il filtro e il poco tabacco rimanenti rimbalzano sull’asfalto rovente e il tizzone si spegne…è il momento.

Ingegneri e meccanici si fanno da parte premendosi lungo i muri ai lati e scoprono alla vista le 26 vetture del lotto.
In prima fila ci sono le due Lotus John player Special.

Il secondo è Elio De Angelis, il primo, Nigel Mansell.

L’inglese è alla sua prima pole dopo 4 anni di F1. Clark_1966_Italy_01_BC
I ricordi riaffiorano nella sua memoria pensando a quando, per la prima volta, vide Clark a cavallo della leggendaria Lotus 25. Un dinosauro. Ben lontana dall’auto su cui si trova ora. Eppure Clark riusciva a danzare con spaventosa leggerezza tra un cordolo e l’altro.

Deciso.

Da quel momento in poi avrebbe fatto di tutto entrare a far parte di quell’élite di persone capaci di cose straordinarie.
Ce l’aveva fatta. E oggi a Dallas era addirittura davanti a tutti.
Improvvisamente il clamore della folla riporta Nigel al presente.
I semafori si sono spenti.

Inizia il giro di ricognizione.

Dallas nell’84 è un vero e proprio inferno. La temperatura dell’asfalto negli ultimi giorni ha raggiunto i 60 gradi portando il manto a sgretolarsi come polvere. La gara si preannuncia intensa, tanto che la commissione ha deciso di accorciare di dieci giri la durata del gran premio, al fisico di tutti i piloti è chiesto uno sforzo estremo.
Come se non bastasse, questo circuito cittadino è già tristemente noto per la sua enorme difficoltà.
I muretti in cemento lasciano poco spazio all’errore, come una Monaco, ma ad una media oraria molto maggiore. Tutti temono Dallas, anche i migliori, come Lauda che 3 giorni prima veniva multato per eccesso di velocità in strada urbana. Stava provando a prendere l’abitudine con quei muretti insidiosi a bordo di un’utilitaria, prima che iniziasse il weekend e isolassero la parte di strada che componeva il circuito.
Il risultato fu un eccesso di velocità.

Andava a 70 km/h, su limite di 30….ora bisognava ripercorrere la stessa strada con una Formula 1.

Non il weekend migliore per portare a casa una vittoria pensa Mansell, ma a lui quel primo posto serve più dell’ossigeno.
Colin Chapman, il patron della Lotus che tanto lo aveva voluto con se era morto, da allora nessuno era più riuscito a portare in vetta ad un gran premio una delle sue vetture.Peter-Warr-006Al suo posto ora sedeva Peter Warr, proprio il tecnico inglese che tanto odiava Mansell per il rapporto che lui mai era riuscito ad ottenere con Chapman.
Warr ama ripetere in giro che “Mansell non vincerà mai una gara in Lotus finchè avrò un buco nel di dietro” e già preme su John Player Special per appiedare il pilota britannico.
Mansell non riesce a smettere di pensarci.
Ha ancora tanto da dimostrare : a se stesso, a Colin, persino a De angelis, che in questo momento in classifica generale lo sta distruggendo.

Non può più attendere, se deve essere Dallas, allora Dallas sarà.

Le luci rosse si avvicinano, Nigel ferma la macchina sulla sua piazzola.
Quando lo avranno fatto anche tutti gli altri, non si potrà più rimandare.
La tensione è altissima, il peso sulle spalle del pilota britannico più gravoso che mai.
Sotto un caldo torrido, quello che deforma qualsiasi immagine in fronte ai tuoi occhi, il semaforo si spegne.

Si comincia.

Mansell chiede tutto subito alla sua Lotus.
Se arriva a chiudere per primo la prima tornata avrà concluso la prima parte del compito.da1
Così accade, e con De Angelis a completare la doppietta nero-oro, le Lotus sono seguite a ruota da Warwick, Prost, Rosberg e Lauda.
Warwick dal terzo posto passa subito all’azione e dopo alcuni timidi tentativi di difesa di De Angelis, conquista la piazza d’argento.
Mansell intanto ha preso un po’di vantaggio, ma sa già che non durerà, infatti Warwick, sulla Renault, ci mette poco ad arrivargli alle costole.
Ma oggi Nigel è un muro.
Il pilota Renault ci prova e ci riprova, ma la Lotus chiude tutte le porte, ritarda le staccate, procede a zig-zag sui dritti, un casino.
All’ennesima chicane però il sorpasso sembra inevitabile.
La Renault imposta bene l’uscita e in trazione affianca la Lotus di Mansell.

Le ruote di Warwick sono davanti, è primo.

Mansell però ha ancora la traiettoria interna, se il suo avversario vuole avere la meglio deve ritardare la frenata e inserirsi ad una velocità più alta.
Ci prova.In men che non si dica, sotto gli occhi increduli di Mansell, la gialla francese perde il retrotreno in inserimento e finisce contro le barriere.I muri di Dallas hanno vinto ancora.

Mansell sospira, ma per poco.

Le gomme hanno accusato parecchio gli ultimi 5 giri, inoltre la battaglia con la Renault lo ha distratto parecchio, tanto da non rendersi conto che da un paio di giri la quinta fatica ad entrare.
Mansell rallenta il ritmo per far respirare gli pneumatici, ma Dallas oggi non lo vuole mollare.
Dopo pochi minuti i suoi occhi si voltano verso lo specchietto retrovisore.
Tra le infinite vibrazioni di quello specchio può chiaramente vedere una sagoma nera marcarlo da vicino.

E’ tornato De Angelis.

L’italiano si è tirato dietro anche Keke Rosberg e non appena chiude il gap dal compagno di squadra rompe immediatamente gli indugi.
Mansell però ha in testa solo la vittoria, lo campagne dal gradino più alto, da dedicare a Chapman.
Non lascerà quella posizione a nessun pilota al mondo. Figuriamoci al suo compagno di squadra.
La lotta tra le 2 Lotus sembra poter durare per sempre.
Incroci, scie, staccate e sovrasterzi la fanno da padroni con Rosberg spettatore privilegiato.
Mansell, come se non bastasse, continua a combattere con il cambio : in certi momenti sembra che le marcie non vogliano saperne di entrare, spinge e tira la leva impiegando sempre più forza.

Potesse usare entrambe le mani dimenticandosi del volante, non ci penserebbe due volte.

I tre di testa si trovano nuovamente ad imboccare il rettilineo che porta alla chicane che poco prima aveva beffato Warwick.
Il copione si ripete.
La trazione favorisce De Angelis e a metà del rettilineo Mansell è nella traiettoria interna, ma ancora una volta le sue ruote sono dietro.
Entrambi forzano la staccata al limite e la lucidità di De Angelis lo porta a non completare l’opera.
Con una traiettoria completamente scombinata riesce comunque ad imboccare la chicane, passando a pochi centimetri dalla Renault di Warwick.
E’ ancora li, senza vita, la misera barriera di gomma prima del muro completamente deformata attorno a lei.
De Angelis non fa nemmeno in tempo a raccapezzarsi che Rosberg rompe il ghiaccio.
L’impostazione della sua chicane è stata impeccabile
Non c’è nemmeno la suspance della staccata al limite.
A metà del rettilineo di raccordo Rosberg è già davanti.

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Per Nigel sembra non esserci spazio per il relax oggi.

Le gomme sono stremate e Rosberg vuole battere il ferro finchè è caldo cominciando subito ad affacciarsi ai suoi specchietti. Non può fare altro che iniziare subito anche la difesa su Keke.
Il pilota Williams pensa di poter inanellare anche la seconda, ma non si rende conto che oggi Mansell è in missione.
La lotta dura una quantità incalcolabile di giri, ogni curva è un tentativo, ma Mansell, nonostante il cambio, nonostante le gomme, ha imparato a girare a Dallas guardando solo gli specchietti.

De Angelis, anche lui vittima dell’usura in battaglia, riesce a non perdere contatto grazie ai continui incroci di traiettorie tra i due davanti. Proprio a Dallas, l’inferno di asfalto, comincia a pensare che potrebbe anche accontentarsi del podio e mantenere il suo secondo posto in classifica.
Ma nei suoi specchietti cominciano a comparire due sagome.
Sono bianche, con piccoli sprazzi di rosso.
Sono ancora distanti, ma si avvicinano ad una velocità inaudita.

Stanno arrivando le Mclaren.

da7

Fanta F1 : Risultati Abu Dhabi e campionato 2017

DOVE ERAVAMO RIMASTI.

Sono passati mesi lo sappiamo; mesi in cui vi siete chiesti che fine avessimo fatto, un ritardo apparentemente inspiegabile. Ma siamo qui, ancora una volta con voi prima dell’inizio del campionato di F1 2018.

Procediamo quindi con la chiusura del campionato 2017, come ai vecchi tempi, e lasciamo come ultimo punto la spiegazione del nostro ritardo biblico.
Direi che con tutti i mesi passati è necessario fare un bel backup della situazione dopo il 20esimo appuntamento del brasile.
Questa era la situazione della classifica generale qualche mese fa :
gen giusta

MATTIA OLCUIRE comandava la classifica con uno dei podi più tirati che le nostre edizioni del FantaF1 abbiano mai visto. Seguivano infatti ALESSIO PERUCCHINI con un solo punto di distacco e PIERPAOLO DI TRAPANI a -4.

FEDERICO MONNI, MARCO AGRIA, DOMENICO PICCIALLO e PARIDE FABIANI chiudevano poi il gruppo dei concorrenti chiusi in meno di 25 punti, tutti quindi papabili vincitori, per un finale a 7 con i fiocchi.

Cos’è successo quindi ad Abu Dhabi.
Tra chi doveva difendere la posizione e chi doveva sperare nel miracolo per tornare in vetta alla classifica, la spunta una vecchia conoscenza del podio : PARIDE FABIANI, proprio l’ultimo del gruppo dei 7 che si giocano il campionato; da parte sua quindi il miglior risultato ottenibile, non gli resta che sperare nei punteggi altrui.
Andiamo quindi a vedere cos’è successo agli altri 6 ad Abu Dhabi :
CLASSIFICA PUNTEGGI

ALESSIO PERUCCHINI, accreditato del secondo posto generale, confeziona un decimo posto che spinge in alto di altri 11 punti la sua posizione. PIERPAOLO DI TRAPANI, anch’esso a podio generale, mette invece sul piatto un ottimo secondo posto alle spalle proprio di Fabiani per provare ad agguantare la vittoria generale. FEDERICO MONNI, MARCO AGRIA e DOMENICO PICCIALLO chiudono invece nella seconda metà di classifica con delle previsioni un po rischiose forse anche per tentare un assalto finale alla vittoria.
Il leader di classifica, MATTIA OLCUIRE, deve accontentarsi anch’esso dei 6 punti del 15esimo posto.
In questo finale cruciale i nostri papabili per la vittoria se la sono giocata in questo modo.
Il risultato finale è questo :
gen

PIERPAOLO DI TRAPANI, CON UN ULTIMO COLPO DI RENI DA 22 PUNTI, DOPO 21 ESTENUANTI APPUNTAEMENTI, PORTA A CASA L’ORO IRIDATO ALL’EDIZIONE 2017 DEL NOSTRO FANTAF1. A LUI I NOSTRI PIU’ SENTITI COMPLIMENTI. BRAVISSIMO.

SECONDO POSTO PER ALESSIO PERUCCHINI, CHE SI TIENE STRETTO L’ARGENTO E CONQUISTA ANCHE LUI UN MERITATO PODIO!

TERZO MATTIA OLCUIRE, LEADER DEGLI ULTIMI 3 APPUNTMENTI, PAGAUNO SCIVOLO DA 6 PUNTI SUL FINALE E PERDE PER UN SOFFIO IL CAMPIONATO. PER LUI RESTA COMUNQUE LA GIOIA DI UN PODIO CHE LO RIPAGA PER UN GRANDE ANNATA.

A seguire poi tutti gli altri, tutti come sempre molto vicini come ci avete abituato in questo fantastico campionato.
Finisce così quindi il fantaF1 2017 e presto vi contatteremo per gli ambiti premi.

E ora il secondo discorso.

Il ritardo di questi mesi è dovuto al fatto che volevamo lasciarvi un ultimo bel ricordo di questa avventura che ha legato 25 sconosciuti ad una gara durata un’intera stagione che ci siamo resi conto essere stato addirittura più avvincente del campionato stesso di F1.

Il ricordo ve lo vogliamo lasciare (sperando magari nella lacrimuccia) in quanto il 2018 non vedrà la terza edizione del FantaF1.

Questa comunicazione è stata probabilmente una delle più difficili che avessi mai dovuto prendere, perchè mi sono reso conto con il tempo di quanto questa pagina Facebook per lo più sconosciuta, abbia regalato delle belle emozioni proprio grazie all’adozione di questo format. Molti di voi mi hanno scritto negli ultimi giorni chiedendomi info sulla prossima edizione e ne sono stato lusingato, ed è proprio per questo che, come annunciato per me non è facile mettere la parola fine.

Tocca ora dare una spiegazione.

Il motivo è in realtà semplice : l’impegno molto incalzante che quest’anno mi lega alla formula student di Modena in qualità di responsabile del reparto di aerodinamica non mi permetterebbe di gestire il campionato in maniera efficiente ed esaustiva come vorrei, e come voi meritereste.

Ma la buona notizia è una : QUESTO NON E’ UN’ADDIO, MA UN SEMPLICE ARRIVEREDERCI.

IL FANTAF1 DI STEERING WHEELS TORNERA’ NEL 2019 CON UN FORMAT GESTITO INTERAMENTE DA SITO WEB, IN MODO TALE CHE SIA PIU’ FACILE PER VOI COMPILARE LA VOSTRA CLASSIFICA E IN MODO DA DARE PIU’ TEMPO A ME (RISPARMIANDOLO SUI CALCOLI) DI SCRIVERE ARTICOLI DI CONTORNO RICCHI DI STATISTICHE SUL CAMPIONATO.

Un offerta completa, lo stato finale di questi due anni di evoluzione che avete contribuito tutti a sviluppare. IL CAMPIONATO FINALE CHE MERITATE.

Prima di diventare troppo smielato rinnovo quindi il mio “a presto” lasciandovi questo format che potete fare vostro facendo delle sfide interne con i vostri amici in attesa del nostro grande ritorno.

Visto che quest’anno sarà di collaudo per il nuovo format vi chiediamo quindi un Feedback, con un commento sul post Facebook da cui avete acceduto a questo articolo, in cui molto brevemente ci date le vostre impressioni sul campionato 2017 : COSA VI E’ PIACIUTO E COSA MIGLIORERESTE. Perchè alla fin fine questo campionato è soprattutto vostro.

E quindi per l’ultima volta prima dell’anno di pausa vi lascio con il nostro classico augurio.

STAY TUNED, STAY STEERING.

A PRESTO RAGAZZI!

FantaF1 : Risultati Brasile 2017

Tappa 19, Brasile. Interlagos.

Ad un appuntamento dalla fine preferiamo parlare solo del fantaf1 senza cominciare come al nostro solo dalla breve recensione della gara. Questo perchè ad una sola tappa dalla fine il momento è catartico, pieno di tensione, e quindi è obbligatorio spendere qualche parola in più per fare un punto della situazione del campionato.

PRIMA DEL #THEGRANDFINALE.

Partiamo dalla gara del brasile.

Il preludio prima dell’atto finale vedeva i concorrenti gareggiare al fine di arrivare con il migliore punteggio possibile all’ultima di campionato e, in alcuni casi, tenere ancora vive le speranze di podio o addirittura di vittoria.

A vincere la tappa Brasiliana è DOMENICO PICCIALLO, campione in carica del FantaF1 che, nonostante un inizio di campionato che sembrava doverlo costringere alla resa del titolo, chiude con questa gara una rimonta che lo tiene ancora vivissimo in ottica campionato. Secondo posto per LUCA BALSAMO, che è stato purtroppo vittima di calo di rendimento a metà campionato, ma in queste ultime fasi dimostra ancora una volta di non volersi meritare le posizioni di rincalzo. Terzo posto a pari merito per GIACOMO CAMPEDELLI e MATTEO SIVIERO. Entrambi sbraccianti nella parte alta della classifica alla ricerca del colpo di reni finale per andare a comandare il gruppo ai piedi del podio.

L’ordine d’arrivo del FantaF1 brasiliano è quindi questo :

CLASSIFICA PUNTEBGGI

La classifica generale provvisoria diventerebbe quindi questa. Ma ahime così non è.gen

COLPO DI SCENA!

Purtroppo la pagina, dopo 20 gare con minimo 25 previsioni l’una, è stata vittima di un piccolissimo errore dato verso il concorrente ALESSIO PERUCCHINI, dato dal fatto che nel file di calcolo del giappone abbiamo inserito il pilota errato nella sua previsione di miglior rimonta. Il suo punteggio quindi sarebbe stato 21 punti e non 26.

Sperando che questo episodio non sia motivo di linciaggio da parte di tutti gli altri concorrenti, ci siamo attivati per sistemare i punteggi della gara del giappone e ricalcolare la classifica generale che ne conseguiva.

Senza preamboli, vi facciamo vedere subito come andrete a presentarvi al #THEGRANDFINALE.gen giusta

Primo posto in classifica per MATTIA OLCUIRE, un giocatore che nelle prime fasi del campionato navigava nella zona bassa della classifica, salvo poi risalire quatto quatto fino ad essere il leader della classifica per 3 settimane consecutive. Si trova a 242 punti, un ammontare gigantesco, ma in realtà è leader di un podio generale che è racchiuso in soli 4 punti. RESISTERA’?

Secondo posto per ALESSIO PERUCCHINI, proprio colui di cui avevamo sbagliato la miglior rimonta in giappone. Ci scusiamo per lo sbaglio, ma d’altronde alla fine di ogni articolo di campionato forniamo sempre i punteggi previsione proprio per rimediare ad episodi come questo. Si trova a 241 punti, quindi a solo uno di distanza dal leader di classifica. Le chance per lui di portarsi a casa il campionato sono altissime. Praticamente se se la giocassero solo lui de l’attuale leader, vincerebbe il campionato semplicemente chi arriva più avanti ad abu dhabi. IN SCIA.

Terzo posto per PIERPAOLO DI TRAPANI, che ha sempre bazzicato ai nelle zone altissime della classifica senza mai perdere il colpo, potrebbe essere proprio questa sua costanza la sua arma vincente per vincere lo sprint finale. Si trova a 238 punti, quindi a -4 punti dalla vetta. Quindi se fosse lui il vincitore della tappa araba, i due che sono davanti a lui sarebbe costretti al secondo posto o a lasciargli in mano il campionato. TEMIBILE.

Quarto posto per FEDERICO MONNI, lo storico leader di classifica nella prima parte di campionato. Il suo rammarico è quello di non essere mai riuscito ad attuare una fuga rispetto agli altri concorrenti nel periodo lungo 5 settimane (un record) in cui si è trovato a comandare il gruppone. Si trova a 226 punti, quindi a 16 punti dal leader e a 12 dal podio. Le sue chance di vittoria sono discrete, e nulla toglie che proprio al #THEGRANDFINALE lo si possa ritrovare in quel posto che tanto aveva custodito tempo addietro. BACK TO THE ORIGIN.

Quinto posto per MARCO AGRIA, un veterano del FantaF1 già presente nella stagione 2016. Quest’anno non ha mai dato la zampata che lo mettesse davanti al gruppo in modo saldo, ma nonostante qualche scivolone si è sempre trovato a giocarsi le posizioni che contano. Si trova a 221 punti, -21 dal leader e -18 dal podio, le sue chance sono più ridotte, ma nulla è ancora scritto. Bisognerebbe che una sua vittora ad abu dhabi fosse il più possibile esaltata dal un gruppo di concorrenti che si mettano tra la sua posizione e quella di arrivo dei primi in classifica. IS THAT GLOCK?

Sesto posto a pari merito per PARIDE FABIANI e DOMENICO PICCIALLO. Il primo ha purtroppo subito un inflessione nel rendimento a fine campionato dopo essere stato un paio di settimane al comando della classifica, mentre il secondo come già detto è il campione uscente del fantaf1 che dimostra ancora una volta, se mai ce ne fose bisogno, che se arrivi per due anni di fila a giocarti la vittoria, di certo non si tratta di fortuna. Si trovano a 218 punti, quindi a -24 dal leader. L’unico modo per loro per loro di vincere il fantaf1 è quello di vincere la gara e sperare che il primo esca di classifica. Non semplice ma nemmeno impossibile, già nel fantaf1 abbiamo visto vincere chi si trovava ll’ultimo posto e leader di classifica uscirne con uno zero. Previsione azzeccata condita da una buona dose di fortuna per loro. OUTSIDERS.

All’ultima di campionato sono quindi ben in 7 a giocarsi la chance di portarsi a casa la vittoria, molto più avvincente di una f1 che chiude i battenti in messico con un non posto direi…..ma questa è un’altra storia.

Ad abu dhabi potrebbe succedere di tutto, e spingo tutti i concorrenti a partecipare, anche quelli che credono che il loro campionato sia già chiuso, questo perchè potrebbero essere proprio loro a determinarne le sorti con un loro piazzamento.

Tutti in pompa magna quindi per la chiusura del FantaF1 2017 ad Abu Dhabi. La bolgia finale vede molti finalisti e considerando che si tratta dell’ultima gara della stagione di formula uno di un campionato già deciso, potrebbero esserci degli episodi in gara che potrebbero sovvertire ogni previsione.

Appuntamento a domani quindi, con #THEGRANDFINALE.

#STAYTUNED #STAYSTEERING.

P.S. i calcoli del fantaf1 brasiliano come sempre qui : FF1BRA

FantaF1 : Risultati Messico 2017

Tappa 18, Messico, Autodromo Hermanos Rodriguez.

Ci eravamo lasciati con PIERPAOLO DI TRAPANI a comandare la classifica seguito da MATTIA OLCUIRE, entrambi alla seconda settimana consecutiva di permanenza nelle stesse posizioni. In terza posizione invece tornava ad affacciarsi FEDERICO MONNI, per nulla intenzionato a chiudere senza almeno un podio iridato il suo campionato.

Ma andiamo con ordine :
La notiziona è sicuramente Hamilton campione del mondo nonostante un incontro iniziale dei non più proficui proprio con Sebastian Vettel che aveva il compito di impedirgli di raggiungere il successo.
In tutto questo frastuono legato alla vittoria mondiale a spuntarla però non è nessuno dei due pretendenti ma bensi MAX VERSTAPPEN, l’olandese che continua a dimostrare che a macchina apposto resta un avversario difficile da battere. OCCHIO ALL’ANNO PROSSIMO
Secondo classificato BOTTAS che si redime dalle precedenti gare incolore, ma che comunque con un missile con la freccia argentata, non riesce mai ad impensierire il pilota red bull. BENE MA NON BENISSIMO.
Terzo RAIKKONEN, che sfrutta l’incidente tra i pretendenti per portare a casa un podio, anche per lui però si tratta del minimo necessario per portare a casa un risultato. Di lui resta la festa sul podio con il moet e conseguente girovagare senza meta per box. BACK TO THE ORIGIN.
Quarto VETTEL, che tenta la rimonta più disperata della storia della F1, che si conclude quando si rende conto di essere ad un gran premio di distanza dal compagno di squadra. MAMMA MIA.
Quinto a sorpresa OCON, che si conferma assieme a Sainz come uno dei giovani più promettenti di quest’anno. PEREZ A CUCCIA.

Ma veniamo a noi :
Vince la tappa messicana FRANCESCO MORAMANCO, che a fine campionato mette sul piatto una vittoria che lo redime da una posizione in campionato non felicissima. Ottimo risultato per lui. Secondo posto spartito tra 3 persone : MATTIA CRISTELOTTI, che conferma il suo potenziale dopo la vittoria in Messico, FEDERICO NICOLODI, un veterano del fantaf1 che si dimostra ancora sul pezzo e LUCA BALSAMO, che riscatta così la sua posizione in classifica.

Ecco l’ordine d’arrivo complessivo :
CLASSIFICA PUNTI

Classifica generale che vede dei leggeri cambiamenti al veritce, il più importante fra tutti il passaggio in prima posizione di MATTIA OLCUIRE, che per la prima volta si trova al comando della classifica a sole 2 gare dalla fine. Secondo posto invece per PIERPAOLO DI TRAPANI, che cede la leadership ma si tiene a solo un punto dalla vetta. Sul gradino più basso del podio risale ALESSIO PERUCCHINI che non molla la presa e si tiene a 10 punti dalla vittoria.

Ecco la classifica generale al completo :
gen

C’è poco da dire, vi basti pensare che con 50 punti ancora a disposizione i primi 13 concorrenti (più di metà classifica) sono papabili per vincere il fantaf1. E ABBIAMO DETTO TUTTO.

Appuntamento in Brasile quindi, per il gran premio di interlagos.

#staytuned #staysteering.

P.S. tutti i punteggi previsione come sempre disponibili qui FF1MES

FantaF1 : Risultati Stati Uniti 2017

Tappa 17. Stati Uniti. Austin.

Ci eravamo lasciati con un avvicendamento ai vertici con MARCO AGRIA che cedeva due posizioni agli incalzanti PIERPAOLO DI TRAPANI primo e MATTIA OLCUIRE secondo, due giocatori che avevano sempre frequentato le zone alte della classifica ma che non si erano ancora presi rispettivamente una leadership e un podio generale.

Ma andiamo con ordine :
Molte sono state le novità al GP di Austin, una fra tutte il nuovo pilota Renault Carlos Sainz, in grado di figurare subito bene tra le fila francesi. La sua ex scuderia nello specifico annuncia lo stesso giorno la scissione del contratto con Kvyat che si avvia definitivamente a lasciare una f1 a cui nell’ultimo anno ha regalato ben poco.
Tra notizie di mercato e passaggi di proprietà già compiuti, va a vincere il gran premio LEWIS HAMILTON, con un passo e un mezzo decisamente all’altezza della situazione. A nulla vale il disperato tentativo iniziale di Vettel. QUANDO E’ GIORNATA E’ GIORNATA.
Secondo VETTEL, che prova in tutti i modi a portare a casa l’oro ma alla fine si deve arrendere all’inevitabile inglese. Nota di riguardo al sorpasso su Bottas con doppiaggio contemporaneo di Vandoorne. ROBA DA HALL OF FAME
Terzo VE…..RAIKKONEN, che fa gioco forza sulla sosta in meno salvo poi arrivare a fine gara a non riuscire a resistere nemmeno per mezzo giro a Verstappen. Sembra finita ma…A VOLTE TORNANO….SUL PODIO
Quarto VERSTAPPEN autore di una rimonta eccellente che lo porta quasi fino al podio. Quando la sua auto decide che non deve rompersi non ha molta importanza la posizione di partenza dell’olandese. Peccato per le sbavature che gli costano il podio. LINEA NON FA CAMPO.
Quinto BOTTAS che parte guida e arriva. FINE.

Ma veniamo a noi :
Vince la tappa americana MATTIA CRISTELOTTI, che finora si trovava ancora a secco di vittorie e a sgomitare nella parte più bassa della classifica. Grande colpo di reni da parte del giocatore trentino che butta sul piatto una previsione da meno di 10 punti. Secondo FEDERICO MONNI, ex leader della classifica, incontrastato a suo tempo per 4 weekend consecutivi : in questo rush finale non farà di certo mancare la sua presenza. Terzo FEDERICO BRUCIA che fa sentire anche lui la sua voce facendo capire che nonostante una posizione in classifica non confortevole, anche lui ha l’abilità di mettersi dietro quasi tutti i concorrenti. A seguire, 5 quarti posti a pari merito.
Ecco l’ordine d’arrivo al completo :CLASSIFICA pUNTEGGI

Classifica generale che vede rafforzarsi il vantaggio di PIERPAOLO DI TRAPANI sul secondo, che resta comunque un ottimo MATTIA OLCUIRE, arrivando a ben 15 punti. I due non spodestati dal podio rispetto al giappone, condividono ora il palco con il ritorno sulle scene di FEDERICO MONNI, che si riprende ancora una volta il podio a -17 dal primo.
Ecco la classifica generale al completo :
gen

Nonostante lo strappo di Pierpaolo di Trapani restano comunque 5 i concorrenti che al prossimo appuntamento potrebbero trovarsi leader di classifica in un sol colpo. Ben dieci sono invece i concorrenti che si trovano a meno di 50 punti (due vittorie) dalla vetta, e questa top ten di trova inseguita subito dopo da un compattissimo gruppo inseguitori.

Nulla è perso e nulla è finito qui.

Ora c’è il Messico, con l’autodromo dedicato ai fratelli rodriguez. E’ l’ora di giocarvi tutte le vostre carte.

#staytuned #staysteering.

P.S. tutti i punteggi previsione come sempre riscontrabili qui FF1ST

FantaF1 : Risultati Giappone 2017

Tappa 16. Giappone. Suzuka.

Ci eravamo lasciati con la seconda giornata consecutiva del neo-leader MARCO AGRIA, che cominciava però ad essere tallonato da vicino da un incalzante PIERPAOLO DI TRAPANI che era passato in una sola giornata dalla medaglia di legno a quella di argento. Seguiva in terza posizione PARIDE FABIANI, altro leader storico della classifica che vedeva nelle ultime due giornate un leggero calo.

Ma andiamo con ordine :
Il gran premio del Giappone nella storica Suzuka doveva essere la gara della rivalsa rossa, invece la terza asiatica chiude un ciclo orientale in cui in 3 gare (il più delle quali a favore Ferrari) regalano a Vettel il misero bottino di 17 punti. Quanti quelli raccimulati da Sainz per essere più pratici. Il mondiale probabilmente in questo weekend ha visto la sua fine, per fortuna che il nostro Fanta invece, di chiudersi in anticipo non sembra averne la minima intenzione. Ma basta con gli spoiler.
Vince un ormai invincibile LEWIS HAMILTON che sfrutta le tre gare asiatiche magistralmente e probabilmente ipoteca il poker (che lo porterebbe oltre tutto al pari di Vettel stesso). Si fa vedere conservativo quando serve, ma quando Max cerca si soffiargli per la seconda volta consecutiva la vittoria arriva il colpo di reni. A CUCCIA MAXI.
Secondo MAX VERSTAPPEN, che sembra aver ritrovato finalmente una macchina affidabile che gli permetta le prestazioni da attacco alla vetta a cui ci avrebbe dovuto abituare fin dall’inizio. FUORI DAL TUNNEL.
Terzo DANIEL RICCIARDO, che ultimamente ha raggiunto nuovi livelli di epicità scorreggiando in conferenza stampa riuscendo a far scomporre anche uno come Bottas che come ben sapete non è cosa da tutti i giorni. Ridi e scherza però quando la macchina del compagno funziona le prende spesso…chissa lui come la prende. inFARTo.
Quarto e quinto i finlandesi, BOTTAS e RAIKKONEN, che raccolgono il minimo sindacale in un momento in cui effettivamente (anche se per ragioni diametralmente opposte) ai compagni non serviva una mano. ALLA PROSSIMA.

Ma veniamo a noi :
Per la prima volta nella storia del FantaF1 il podio è occupato solo nel suo gradino più alto! Infatti i primi tre classificati condividono lo stesso ammontare di punti (22) e stanno stretti sul punto più alto a prendersi 25 punti a testa.
Trattasi di MATTIA OLCUIRE, uno bazzicatore costante della parte alta della classifica, che è entrato nel corretto mood con cui affrontare le ultime 5 tappe a quanto pare. PIERPAOLO DI TRAPANI, che come detto sopra già allo scorso appuntamento si era guadagnato il podio. E infine RICCARDO FILIPPI, grande protagonista della stagione scorsa che a quanto pare ha ancora qualcosa da insegnare!

Ecco l’ordine d’arrivo al completo :
CLASSIFICA puntI

Stravolgimento in vetta con PIERPAOLO DI TRAPANI che chiude brillantemente il suo piano in due step per la conquista della vetta architettato dopo l’appuntamento di Singapore.  Segue MATTIA OLCUIRE, che dopo un intera stagione di osservazione scopre le sue carte e si prende per la prima volta un posto sul podio generale. Terzo MARCO AGRIA, costretto suo malgrado a cedere ben due posizioni, ma intenzionato come crediamo a tornare alla posizione d’onore.

Ecco la classifica generale al completo :
GEN

Ancora nessuna fuga, e a questo punto crediamo che mai si concretizzerà questo scenario. I primi 7 possono ancora trovarsi comando al prossimo appuntamento e più di metà classifica è chiusa nello spazio di meno di 50 punti.

Tutto ancora apertissimo quindi in vista di Austin in cui siamo abbastanza sicuri che altri colpi di scena sono pronti dietro l’angolo.

Appuntamento quindi in America e come sempre #stayhungry #staysteering

P.S. : i punteggi delle previsioni come sempre controllabili qui FF1SUZUKA

FantaF1 : Risultati Malesia 2017

Tappa 15. Sepang. Malesia.

Ci eravamo lasciati con un cambio tra le prime file, con MARCO AGRIA, che faceva abdicare PARIDE FABIANI dal trono a cui era stato aggrappato per diversi weekend. Terzo si attestava DANILO BROSSA, intento all’ennesimo scambio di posizioni con FEDERICO MONNI per avere un posto sul podio. I primi 11 erano racchiusi nello spazio di una vittoria, compattarsi ancora di più sarebbe stato fisicamente impossibile. Quindi sepang è stato l’inevitabile mazziere intento a scompigliare il mazzo e creare il putiferio tra le carte per l’ennesima volta a 5 gare dall’arrivo.

Ma andiamo con ordine :
Gran premio di Sepang non privo di sorprese, con le rosse tempestate da una sfiga che quella di Massa in Brasile 2008 pare una barzelletta da bar, con le Mercedes opache, le Red bull che per il secondo anno di fila, sembrano aver trovato il bandolo della matassa troppo tardi.
Vince infatti MAX VERSTAPPEN, che si fa scappare Hamilton nelle prime curve facendo presagire il peggio per i tifosi delle rosse che avevano appena perso Raikkonen, ma recupera poi e sorpassa di gran carriera. Conferma inoltre l’ormai classico andamento 1 a 1 di “kvyat viene retrocesso”, ” Max vince un gran premio”. STATISTICO
Secondo LEWIS HAMILTON, che mette sul piatto una gran qualifica ma senza creare divario con Raikkonen, e poi piazza li una gara con ritmi altalenanti cedendo dopo una fievole lotta la piazza d’onore a Verstappen. Mercedes spenta o pilota che non vuole rischiare? CONSERVATIVO
Terzo RICCIARDO che si lascia scappare il treno dei primi provo nelle primissime fasi di gara. Strano per un coriaceo come lui perdere così tanto tempo in un corpo a corpo con Bottas. MANSUETO
Quarto SEBASTIAN VETTEL, che arriva a recuperare 16 posizioni grazie al primo stint con gomme soft. Passa Bottas e accelera ancora. Poi però si deve arrendere a Ricciardo si prepara al combattimento con un zig zag degno del miglior Muhammad Ali. FEELING LIKE 2014?
Quinto BOTTAS, che passa in poco tempo da “Lewis ti rubo il titolo” a Lewis, fra 45 secondi arrivo anche io”. DISPERSO.

Ma veniamo a noi :
Vince la tappa Malese DOMENICO PICCIALLO, Campione uscente del FantaF1 2016, che rimette in carreggiata il suo campionato con 25 punti che a questo punto valgono oro. Secondo PIERPAOLO DI TRAPANI, che finora è rimasto quatto quatto in sordina nella top ten senza creare troppo disturbo, ma che ora sembra voler dare lo strappo finale a pochi chilometri dall’arrivo.  Terzi a pari merito LUCA SORRENTINO e ALESSIO PERUCCHINI : il primo conquista 20 punti che gli fanno recuperare in un sol colpo il distacco che aveva dal gruppo inseguitori, mentre il secondo incrementa e sue chance di vittoria con un altro ottimo piazzamento.

Ecco l’ordine d’arrivo al completo :
CLASSIFICA PUNteggi

Classifica generale comandata per il secondo weekend di fila da MARCO AGRIA, che mantiene il trono e mette nove punti tra se e il secondo posto che passa nelle mani proprio di PIERPAOLO DI TRAPANI che passa dai piedi dei podio ad un passo dalla leadership. Terzo PARIDE FABIANI che perde la seconda posizione di due appuntamenti allontanandosi dall’oro che ha tenuto in mano per parecchi weekend. A fargli compagnia ALESSIO PERUCCHINI, che si aggiunge come quarto occupante del podio a tre piazze.

Ecco la classifica generale al completo :
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Ai piedi del podio abbiamo scambi di posizione a non finire, figli soprattutto del fatto che ormai i giocatori erano tutti divisi da un punto, e molti lo sono ancora. In sette restano i papabili ad essere primi alla prossima gara, chiusi in un fazzoletto di soli 23 punti. Dietro di loro, a soli 8 punti, un compattissimo gruppo inseguitori non molla e tenterà sicuramente il riaggancio nelle prossime gare.

Finisce quindi così la tappa Malese e vi aspettiamo senza soste sotto al diluvio giapponese per il gp di Suzuka.

#staytuned #staysteering

P.S. il solito foglio con il punteggio delle previsione riscontrabile qui : ff1mal